26 November 2007
Luca Vullo ha cominciato a coltivare l’esigenza di conoscere e far conoscere maggiormente i tanti episodi che, nella gioia e nel dolore, caratterizzano la società e l’economia dell’entroterra siciliana. Spinto dalle forti emozioni e da una esigenza cognitiva giornalistica, Luca Vullo comincia a studiare le vicende storiche e sociali che caratterizzano il nostro territorio dagli inizi del Novecento fino al declino della fortunata era dello zolfo.
Così si imbatte in personaggi, in situazioni particolari, in emozioni intense che lo convincono a realizzare qualcosa che possa dare una giusta espressione alla moltitudine di sconosciuti che hanno lavorato in miniera, alle tante persone che sono state interessate – nel bene e nel male – da circostanze “minerarie”. Tra i suoi studi e ricerche si imbatte nel Patto Italo-Belga, una deportazione velata da esigenze economiche che negli anni Cinquanta consentì a molti Siciliani di emigrare e di guadagnare quel tanto per poter vivere e riuscire a metter su una famiglia in Belgio. Realizza un soggetto che nei mesi subirà integrazioni, modifiche e tagli; stringe rapporti con associazioni di Siciliani all’estero, organizzazioni internazionali; costruisce conoscenze personali e collaborazioni professionali con sociologi, studiosi, artisti e uomini comuni, con il quale da i natali al documentario “Dallo zolfo al carbone”.
Si reca in Belgio nel giugno 2006 ove comincia ad effettuare le prime riprese e le interviste con alcuni ex minatori siciliani residenti in Belgio. Raccoglie documenti, fotografie, oggetti vari e comincia a costruire la bozza del suo documentario storico-antropologico. Un gruppo di imprenditori nisseni e sancataldesi che incontra in alcuni eventi promozionali e professionali credono nel progetto di Luca e finanziano le attività e il nuovo viaggio di Luca in Belgio. I 9 imprenditori sostenitori si aggregano all’Assessorato Identità e Futuro del Comune di Caltanissetta che ha sposato l’iniziativa fin dalla fase progettuale. A costoro si aggiungono successivamente l’istituto bancario Credito Siciliano e la Fondazione Buttitta.
E’ così che Luca Vullo insieme a Giorgio Giannoccaro, direttore della fotografia e primo operatore, si recano in Belgio nell’aprile del 2007. Le interviste e il materiale documentale accrescono l’intero progetto, con contenuti di elevato interesse e particolari emozioni. I due giovani professionisti si recano a Genk, Colfontaine, Bruxelles, la tristemente nota Charleroi, Mons, La Louviere, Liege, Morlanwelz, Quaregnon, e nelle miniere museo di Boys du Luc e Blegny Mine. Raccolgono testimonianze, narrazioni storiche, riflessioni, osservazioni, vicende sociali, lacrime. Tutto nel grande contenitore della loro cinepresa e macchina fotografica. Luca torna in Sicilia ricco di contenuti e molto soddisfatto.
Nella sua mente si realizza il desiderio di verità per questo triste e sofferto episodio della storia della nostra amata terra siciliana. Sono valori personali e sociali, ideali e sentimenti, di tanti uomini che sono stati estirpati dalle loro radici e che difficilmente riusciranno a ritornare in patria per riapportare a questa terra quella ricchezza che ancora abbiamo. Il suo più profondo desiderio è offrire a tutti noi una vera testimonianza dei protagonisti di questa vicenda attraverso il suo documentario.
Continua le riprese nella miniere siciliana di Trabia Tallarita e nelle viscere della miniera Cozzodisi. Un suo amico pittore, Franco Galletti, fa scorrere sulla tela le setole dei pennelli imbevuti di colore per dare vita ad un quadro naif intriso di dolori e speranze, che fa da sfondo al manifesto del documentario “Dallo zolfo al carbone”.
L’artista nisseno Leonardo Cumbo celebra con Luca una comunione di intenti e ripropone la realizzazione di una sua opera pubblica esposta nella piazza di Aragona ma che stavolta realizza in zolfo con dei significati profondi e personali “Ciaula scopre la luna”.
Infine, quasi fortuitamente, conosce il pianista e compositore Giuseppe Vasapolli con in quale nasce una grande collaborazione professionale. Note e armonie di una colonna sonora originale si fondono complementariamente nelle immagini del documentario, a testimonianza della grande armonia dei rapporti tra i due artisti.
Nasce così il documentario “Dallo zolfo al carbone” che verrà proiettato il prossimo 28 novembre al Cinema Teatro Bauffremont di Caltanissetta, cui faranno da corollario alcuni interventi sul tema di personaggi locali.
Un percorso lungo e complesso, con tanti protagonisti, molte storie e tanto sentimento. Un reticolo di trame comuni, semplici, di povera gente, ma con sentimenti e valori profondi e forti come gli odori e i colori della nostra Sicilia.


